LIBRI CONSIGLIATI DAI NOSTRI RAGAZZI

 

Silvana De Mari - L'ultimo Elfo 

 

Elfi, orchi e mostri sotto il cuscino…
”Mamma, leggilo anche tu
!”.

 

Silvana De mari - L'ultimo Orco

 

 

 

Di recente l’insegnante di italiano della 2a media, frequentata da nostro figlio di 13 anni (adottato all'età di 3 anni), ha proposto alla sua classe la lettura del libro L'Ultimo Elfo della scrittrice Silvana De Mari. Dopo averlo letto, nostro figlio ha voluto che comprassimo tutti i libri della stessa saga: L’ultimo Orco, Gli ultimi incantesimi e l'Ultima profezia del mondo degli uomini e ha insistito tanto affinché io, mio marito e sua sorella (15 anni) li leggessimo. Diceva che erano molto belli e si capivano tante cose... Il  fatto che lui li avesse letteralmente divorarti (e sono libri di ca. 700 pagine l'uno; a parte il primo della serie che ne conta solo 310) ci ha lasciato molto sorpresi e ci siamo detti che almeno uno di noi doveva leggerli. Visto che in famiglia, dopo nostro figlio, sono io quella a cui piace leggere di più, mi sono offerta volontaria. Ebbene sono rimasta molto colpita dalla capacità della scrittrice di utilizzare lo stile fantasy per parlare di cose quotidiane, reali e di temi più complessi, di cui talvolta si fa fatica a parlare in modo aperto, perché o sono dei tabù o fanno soffrire: la xenofobia, l’egoismo, la follia, la degenerazione della società, il coraggio, il sacrificio, la ricompensa, l’amore, il rispetto della vita, la speranza e altro ancora.

 

L'ultimo Elfo ha come protagonista  un elfo (l'ultimo della sua specie, perché sopravissuto ad una grande alluvione) che vaga solo e disperato. Viene "trovato" da due umani, che non sanno niente di elfi e hanno già i loro problemi (devono fuggire da un tiranno), ma conoscono la misericordia e così, salvando questa strana creatura, salveranno il mondo in cui vivono e soprattutto si completeranno a vicenda. Tutti e tre capiscono che l’unione tra esseri diversi non soltanto garantisce la sopravvivenza, ma anche permette di accendere una luce di speranza nella vita.

 

E' molto efficace e toccante la descrizione dell’angoscia dell'abbandono provato dal piccolo elfo, le paure di non essere capito e accettato. Sembra che qualsiasi cosa egli faccia sia sbagliata e la coppia di umani pare poco tollerante e quasi infastidita dall’intelligenza e dalle conoscenze del piccolo elfo. Al confronto i due mostrano di agire impulsivamente, dicono bugie, anche se a fin di bene, e il loro linguaggio confuso dà origine a incomprensioni e discussioni; la scarsa abitudine a mostrare i loro sentimenti li imbarazza. Per fortuna, alla fine, tutto si appiana, i tre ritrovano la serenità, si riappacificano e si ringraziano a vicenda.

 

Il paragone tra la storia del piccolo elfo e la storia dei nostri figli è evidente. Le difficoltà del piccolo elfo che sbaglia i verbi ( i nostri figli che non conoscono le “nostre” regole) sono compensate dalla sua capacità di leggere e tradurre lingue antiche (le conoscenze “altre” dei nostri figli, che non appartengono alla nostra cultura e che costituiscono il loro tesoro nascosto). Queste lo rendono diverso, ma allo stesso tempo gli offrono gli strumenti per superare le difficoltà, per cambiare le sorti del mondo, per dare vita ad una società in cui il debole e il diverso trovano accoglienza e rispetto.

 

La capacità di descrivere altri mondi, dove la fantasia è più forte e ti porta lontano, non è mai fine a se stessa e questo mi ha invogliato a proseguire nella lettura degli altri due libri dell’autrice: L'Ultimo Orco e Gli Ultimi incantesimi, naturale continuazione della saga dell’Elfo e dei suoi genitori “umani”. La storia diventa sempre più complessa e paurosa: la terra viene invasa dagli orchi. Al di là del loro aspetto e delle azioni cruente da loro commesse, anche per questi personaggi ci sono parole di comprensione. Sono così cattivi e così disperati perché non voluti, non amati, concepiti nella violenza solo per "creare" un esercito che possa combattere, distruggere tutto ciò che capita loro a tiro. Ma ci sono orchi e orchi: per alcuni di loro si apre uno spiraglio di redenzione, di accettazione perché sono poi in grado di guardarsi dentro e vedere da dove arriva tutta questa sofferenza/violenza. Capendo, possono cambiare.

 

In sintesi, un libro solo apparentemente d’evasione, che aiuta a riflettere sulla realtà. Uno strumento valido per provare a capire, insieme ai nostri figli, i loro sentimenti e la loro visione del mondo e per insegnare loro che essere schiavi, schiavi degli altri, di sé stessi e della sofferenza, è peggiore della morte. Nella vita ci sono cose importanti per cui vale la pena di combattere, la dignità e la libertà. Nonostante le sofferenze, le privazioni, le lotte, non solo si può sopravvivere ma vivere meglio e amare la vita.

 

Nostro figlio ha reagito molto bene alla lettura dei quattro libri, nonostante fosse più agitato a scuola e a casa: ha avuto bisogno di un po’ di tempo per ordinare i pensieri e controllare le emozioni. Ne è valsa la pena, però! Ha imparato poco per volta ad aprirsi, ad esprimere i propri sentimenti, a guardarsi dentro attraverso il piccolo elfo ad acquisire maggiore sicurezza e autostima. È vero che lo abbiamo accompagnato e ne abbiamo parlato, ma mai prendendo lui come esempio: sempre l'elfo, o gli umani o gli orchi…

 

Mio figlio ha letto L’ultimo Elfo praticamente tre volte: da solo, a scuola e, in parallelo, con me a casa. Alla sera, quando leggevamo insieme, lui mi scrutava per vedere le mie reazioni di gioia o di dolore (a volte c'è scappata pure una lacrima…), la mia rabbia e il biasimo nei confronti delle ingiustizie e dei tradimenti. Vedevo con piacere che mio figlio era sempre attento alle mie reazioni e altrettanto quando ne parlavamo con il papà e la sorella.

 

Purtroppo gli altri due libri li ho letti da sola, per motivi di tempo e orario, ma mio figlio ha sempre svolto il ruolo di supervisore, chiedendomi: “quanto hai letto? dove sei arrivata? ti è piaciuto? hai pianto?”. Se per caso per qualche sera non potevo leggere, la sera dopo lui me lo metteva sul cuscino e mi diceva:”stasera però leggi!” ed io dovevo darmi da fare….

 

Adesso mi manca solo L'ultima Profezia del mondo degli uomini e voglio leggerlo al più presto!