IMPARARE ASCOLTANDO I FIGLI

 

 

“Non mi sento tanto un ragazzo adottivo, quanto, delle volte, per lo più incompreso. Questo mi porta a credere che, forse, con i genitori biologici avrei avuto magari meno amore, ma più intesa".

"Il problema della diversità è relativo: penso sia rilevante nell’adozione internazionale (distinzione necessaria tra adozione nazionale e internazionale). Il problema è il  RIFIUTO !!!!! (così lo vedono i bambini)”.

“Il bambino apprende da ciò che gli viene insegnato e così facendo definisce il suo carattere, ma non la sua persona, perché neanche lui si conosce realmente.

Crescendo viene influenzato dalle esperienze esterne all’ambito famigliare che lo portano ad essere consapevole proprio del fatto di essere un adottato.

Su di lui le tante novità hanno un’influenza maggiore rispetto ai suoi coetanei, sia sulla sua vita che nel suo profondo e il suo già grande senso di disorientamento aumenta ancora di più.

Egli si trova improvvisamente a doversi  confrontare all'interno di un mondo in cui, anche per via di un corpo in evoluzione, si percepisce come caratterizzato da tante piccole diversità che lo distinguono dagli altri e si sente esposto, minacciato.

Ecco allora che, come avviene negli animali, l’istinto lo porta a cercare una mimetizzazione per sopravvivere in questa giungla misteriosa, sviluppando quel desiderio vitale di appartenenza. Ci si allontana così dalla razionalità, avvicinandosi invece sempre più all’istinto, divenendo così automaticamente egoisti.

La chiave è quindi la CONSAPEVOLEZZA della DIVERSITA’= < è la percezione di sè> è la felicità".

"Pertanto quello che serve sono dei veri e propri MEDIATORI tra figli e genitori: a un certo punto è come se si parlassero lingue diverse, perché da ambedue le parti si hanno esigenze diverse e nessuno dei due vuole rinunciare alla sua.  Bisogna però RIDURRE questa DISTANZA e cercare IN QUALCHE MODO di VENIRSI INCONTRO= ASSOCIAZIONI!!!".

 

 
 

 

"La domanda che quindi io mi pongo è: Siamo NOI a doverci adattare a VOI, o siete VOI a dovervi adattare a NOI?

 

 

"A un certo punto più saranno le cose in cui un ragazzo non s’identifica all’interno della famiglia ( o della società)  più si sentirà oppresso da ciò che ha attorno, e come ben si sa, tutti preferiamo la LIBERTA’.

In più vi è anche una grossa curiosità verso tutte le novità, le scoperte: se uno non si sente a proprio agio in ciò che ha già, andrà obbligatoriamente alla ricerca di qualcosa di nuovo che lo faccia sentire bene.

Ma si è abbastanza razionali per capire realmente cos’è che nel concreto fa star bene? La risposta è no, specie nell’età in cui si è alla ricerca di emozioni forti, basate più sulla loro intensità che sulla loro durata: vi è così un maggiore attaccamento e una forte dipendenza da tanti piccoli piaceri piuttosto che da uno solo e duraturo.

Pertanto si può insegnare tutto quello che si vuole al proprio figlio adottivo, ma ciò non assicura (anzi) che, una volta cosciente del suo essere e della sua diversità, vorrà continuare a portare avanti tali insegnamenti: s’imparerà a conoscere il proprio figlio solo quando lui inizierà realmente a conoscere se stesso!

FIGLIO ADOTTIVO =  PRIMA GLI INSEGNI, POI LO CONOSCERAI!".

 

LE TAPPE DI UN FIGLIO ADOTTIVO

1° INFLUENZA = GENITORI BIOLOGICI

Nascita = Amato

Crescita = Legame + Condizionamento

Abbandono = Trauma/ Ferita
 

2° INFLUENZA = ORFANOTROFIO ( 2° Chance)

Arrivo = Amato

Confronto = Impercettibile ( tra simili)

Crescita = Legame + Condizionamento

Abbandono = Trauma/ Ferita


3° INFLUENZA = NUOVI GENITORI ( 3° Chance)

Arrivo = Amato

Confronto = Impercettibile ( inconsapevolezza)

Crescita = Legame + Condizionamento

Confronto = Consapevolezza    

 

Si smonta tutto quello che si è creato, mettendo in dubbio tutto, perché lo si guarda con occhi diversi e con una nuova percezione del proprio essere.

Gli insegnamenti ricevuti fino ad allora appaiono più come un apprendimento necessario per la crescita che per la vita.

Sono le risposte esaurienti e la comprensione delle proprie necessità che permettono a un ragazzo adottivo di riuscire a capire realmente chi egli sia, evitandogli di ripudiare tutto quello che ha appreso fino ad allora. In caso contrario, si farà strada automaticamente in lui il pensiero: Bene, posso benissimo farcela da solo!"